Dopo studi di fattibilità ed una fase di progettazione operativa, l’iniziativa si è concretizzata nel 1999 con l’apertura di un reparto da dieci posti letto, destinati ai malati di cancro in fase terminale, all’interno di una clinica privata romana, ed è stata successivamente implementata con la completa conversione della casa di cura in hospice.
L’Hospice, in precedenza integralmente finanziato dalla Fondazione, opera oggi in convenzione con la Regione Lazio, che ne sostiene la gestione ordinaria, mentre la Fondazione interviene facendosi carico interamente di alcuni servizi aggiuntivi, nonché degli oneri relativi a personale supplementare, medico e paramedico, psicologi ed altre figure professionali, al fine di garantire un livello qualitativo di eccellenza nelle prestazioni erogate.
Oltre 6.600 malati sono stati assistiti fino ad oggi presso l’Hospice della Fondazione Roma e sono attualmente circa 220 le persone di cui gli operatori dell’Hospice, con il supporto dei volontari dell’AVC S. Pietro, presenti nella struttura sin dalla sua nascita, si prendono quotidianamente cura, suddivise tra malati terminali (30 in regime di ricovero e 120 in assistenza domiciliare, attività quest’ultima che ha esteso nel 2009 il suo bacino di utenza anche al litorale romano grazie all’apertura di un punto di accoglienza ad Ostia), anziani affetti da Alzheimer (complessivamente 70 tra Centro Diurno ed assistenza domiciliare) e pazienti affetti da SLA (3 in regime di ricovero e 6 in assistenza domiciliare).
Ai pazienti assistiti è fornita assistenza in regime di assoluta gratuità .


